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Human Passengers

  • 22 ott 2017
  • Tempo di lettura: 1 min

Cosa resta della nostra umanità? Difficile decifrare la traccia che lascia l’uomo al suo passaggio. Siamo in grado di vivere ogni momento della nostra esistenza in maniera consapevole? Distinguiamo la bellezza, l’unicità del momento o ci lasciamo travolgere dall’arida modernità nichilista? Nella frenetica quotidianità umana cosa può nascondersi in un attimo di staticità o in un movimento dato per scontato? Oltre gli spazi dove ci spostiamo ogni giorno ci sono infiniti momenti persi per sempre nel tempo eppure infinitamente ripetibili: scorci di vita che, nonostante non siano più vissuti in pienezza, esistono e ci riportano con i piedi per terra, a contatto con noi stessi in un infinito causa-effetto, ciclo di tutte le esperienze. Sagome eteree, luoghi indefiniti e atemporali sono i risultati di questa ricerca: al vedere oltre le cose, scrutandone tutti i significati, riassunti e soggettivamente ricercabili nella mostra “I luoghi del passaggio umano”. Nello specifico questo progetto è nato da una riflessione sull’incredibile gratitudine alla vita. Su come la nostra società, noi stessi e le persone che ogni giorno incontriamo, spesso vivono inconsapevolmente. Predomina ultimamente una sensazione di eternità, falso benessere, frenesia che ci allontanano dal vivere in

pienezza sia il nostro momento presente sia i nostri obiettivi e scopi personali.

Di seguito il concetto di libro/mostra virtuale che ho concepito, buona visione!

Il progetto fotografico è stato esposto presso la sede espositiva della biblioteca comunale di Ceggia dal 17 settembre al 24 settembre 2017. In seguito durante la fiera del Rosario di San Donà di Piave presso la sede espositivo del Consorzio di Bonifico dal 28 settembre al 15 ottobre 2017. Ottimo il successo. Di seguito alcune foto gentilmente offerte da Daniele Furlanetto.

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